Questo il titolo dell’incontro svoltosi nell’aula magna dell’istituto, giorno 8 febbraio e diretto alle classi quinte, in cui il giornalista Alessandro Bongiorno ha svolto una vera d propria lezione di geopolitica. Un conflitto che dura da un secolo e resta ancora irrisolto. Il conferenziere ha prima fatto un approfondito excursus sulla storia dei due popoli, servendosi di slide illustrate, fino ad approdare alle cause dell’attuale guerra.
⁃Si tratta di una zona in cui vivono tre religioni e culture diverse- ha affermato Bongiorno- Gerusalemme si trova all’interno della Cisgiordania. Nella striscia di Gaza, vivevano due milioni di persone in condizioni non buone, poiché questa terra non riesce a soddisfare il fabbisogno nutrizionale degli abitanti, che mangiano solo grazie agli aiuti umanitari. Oggi i rifugiati palestinesi sono sei milioni. L’unico Stato dove oggi vivono perfettamente integrati è la Giordania. Israele è il quinto paese al mondo per livello di istruzione, mentre in Palestina il tasso di analfabetismo resta alto negli anziani. Con la risoluzione 181 dell’Onu nel 1947, si prevedeva la creazione di due Stati, uno ebraico e l’altro arabo. Ciò portò ad una degenerazione dei rapporti tra i due popoli e ad un inaspettato della rivalità. Il primo conflitto scoppia proprio in quell’anno e dura due anni, terminando con la vittoria di Israele, che si annette altri terrori, controllando il 78 per cento delle terre. La situazione resta di grande tensione, di fronte agli occhi di tutto il mondo, avvelenando sempre più il clima di quelle zone. – La dissertazione del giornalista, analitica e approfondita, continua fino si nostri giorni. – Tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli 80, nasce l’organizzazione per la liberazione della Palestina- sostiene- Le azioni messe in campo dai palestinesi sono più conosciute con il nome di Intifada. In questi anni, nasce l’organizzazione di Hamas, che cerca di affermare le proprie ragioni anche con la violenza. L’Onu nel 1993 prende in mano la situazione, ribadendo la divisione tra i due stati, con gli accordi di Oslo. L’elezione di Netaniahu, esponente di estrema destra, provoca un ulteriore divisione con la costruzione di un muro che decreta l’espansione dei territori israeliani in zone della Cisgiordania. Ed eccoci giunti al fatidico 7 ottobre 2023: i miliziani di Hamas attaccano a sorpresa il territorio israeliano, uccidendo 1194 persone tra civili e sequestrando 250 persone. Il giorno dopo, Israele dichiara lo stato di guerra, avendo come obiettivo la cancellazione definitiva di Hamas. Gaza è stata praticamente rasa al suolo. Resta solo un ammasso di macerie. Il 19 gennaio scorso entra finalmente in vigore una tregua che ferma la guerra, prevedendo la restituzione degli ostaggi-. L’incontro si è poi concluso con alcune domande da parte degli studenti, che si sono mostrati particolarmente interessati ad una problematica internazionale di grande urgenza e rilevanza.

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